Shakespeare torna al Globe Theatre

Shakespeare al Global Theatre

Non poteva mancare anche quest’anno la bellissima rassegna dedicata a Shakespeare, sotto il cielo stellato, all’interno del suggestivo Globe Theatre di Villa Borghese.

Dall’8 luglio al 3 agosto, ore 21.15 si parte con Romeo e Giulietta, con la regia di Gigi Proietti, seguiranno Sogno di una notte di Mezza estate; Molto rumore per nulla; Pene d’amore perdute.

Potrete leggere tutte le info sul sito http://www.globetheatreroma.com/
Romeo e Giulietta

Allego questo articolo che ho trovato davvero interessante:

Shakespeare a colpi di selfie

GiuliettaMetti una sera a teatro. Metti la visione di un’opera classica, anzi una tragedia, anzi la tragedia d’amore per eccellenza: Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Ha ancora senso oggi assistere a un allestimento tradizionale di un’opera classica? Sembrerebbe di no, a giudicare dall’adattamento che ne ha fatto Gigi Proietti, regista della rappresentazione e direttore artistico del Silvano Toti Globe Theatre di Roma, il bel teatro in legno costruito all’interno di Villa Borghese, che si rifà alla più famosa location ideata dal Bardo.

Di allestimenti più o meno moderni e adattati ce ne sono stati tanti, eppure questo si colloca a metà: a metà tra epoca antica e moderna, a metà tra tragedia e commedia, a metà tra opera teatrale e una sorta di musical rappato, a metà tra linguaggio colloquiale e linguaggio aulico e classico.

I giovani attori rendono credibile la vicenda, che si apre con bande di teppistelli rivali tra cui primeggiano Mercuzio e Benvolio.

Quest’ultimo parla a suon di rap e ci scappa persino un selfie con Romeo, non ancora innamorato della sua Giulietta.

Lei la incontra ad una festa, dove i ragazzi di oggi vanno travestiti da personaggi di epoca antica, come appunto i protagonisti della tragedia shakespeariana, che ha qui il suo inizio solenne.

Le maschere e i costumi dei protagonisti restano poi sui loro volti e corpi per tutta la durata dell’opera, che diventa classica e, per questo, anche un po’ meno coinvolgente e leggera per farsi più “tragedia”.

Il linguaggio e la gestualità moderni cedono il passo ai dialoghi originali, inframmezzati comunque da battute e slang romaneschi come il “coglione” che il padre di Giulietta rivolge all’impetuoso Tebaldo.

Il pubblico ride divertito e sembra coinvolto: si ride, in effetti, molto in questa prima parte della rappresentazione.

Il regista è stato però abile a inserire momenti di spiccata ironia anche nella parte che vira verso il tragico finale.

Ne è emblema il padre di Giulietta, che ironizza sul linguaggio elevato della figlia, che è poi quello che Shakespeare destina ai suoi personaggi.

E così, in una sorta di metateatro, un personaggio esce dal copione e chiede a sé e al pubblico spettatore cosa diavolo dica la figlia.

Lei non fa altro che ribadire le ragioni dell’amore, quelle che la spingono a rifiutare di sposare il buon partito Paride perché innamorata del giovane Romeo.

È come se la scena rischiasse di risultare di per sé ridicola agli occhi di noi moderni cinici e disincantati e il regista sentisse per questo il bisogno di un escamotage attraverso l’umorismo.

E a giudicare dalla reazione del pubblico, ce ne convinciamo ancora di più.

Andate a vedere Romeo e Giulietta per la regia di Gigi Proietti al Silvano Toti Globe Theatre a Villa Borghese a Roma, e portateci amici, figli e nipoti adolescenti: avete tempo ancora fino al 3 agosto.

Fonte: www.ilquotidianoitaliano.it

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